Il “circo” Gheddafi sbarca a Roma Il leader libico arriva con 30 cavalli
di Eric Salerno
ROMA (27 agosto) - La prima volta, oltre un anno fa, scese dall’aereo mostrando sul petto la foto di Omar el Mouktar, l’eroe della resistenza libica impiccato dai colonialisti italiani. Lunedì sera, per festeggiare il secondo anniversario della firma dello storico “Trattato di amicizia”, Muammar el Gheddafi, in Italia da domenica sera per la sua terza visita, ha scelto una dimostrazione sportiva-folkloristica, quasi “militare”.
Con i suoi cavalli e cavalieri darà l’assalto amichevole alla caserma dei carabinieri “Salvo d’Acquisto” a Tor di Quinto, sulle rive del Tevere. Il ruolo dell’Arma nella repressione della popolazione libica fin dai primi giorni dell’invasione del 1911 è storia nota e ben documentata anche se probabilmente giacciono negli archivi dei Carabinieri fascicoli ancora segreti che potrebbero riempire molte lacune nella conoscenza delle vicende tragiche di quegli anni.
Sarà il premier Silvio Berlusconi ad accompagnare il leader libico nella caserma dove avranno luogo i festeggiamenti ufficiali. In sella a trenta cavalli - dovrebbero arrivare a Roma con un volo speciale - si esibiranno gli eredi di quei cavalieri che dettero molto da torcere alle forze coloniali italiane. Saranno seguiti, in segno di nuova amicizia, dal Carosello dei carabinieri con le sue storiche figure: losanghe al trotto, spirali al galoppo, valzer delle quadriglie, archi di sciabole e carica finale dei 120 destrieri italici. Premier, ospite d’onore e invitati passeranno poi a una cena ufficiale per rompere il digiuno del Ramadan.
L’odio di pochi anni, dunque, fa è diventato quasi amore. Ma la conferma arrivata ieri dall’ambasciatore di Tripoli che presto sui passaporti libici appariranno in filigrana le immagini di Gheddafi e Berlusconi mentre firmano il Trattato (altre pagine racconteranno numerose vicende legate alla storia della Libia e al suo leader) è stato definito “sconcertante dal presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e “inquietante” da Leoluca Orlando (Idv) che parla di accordo “scellerato che affida alla Libia, paese che da sempre ignora e calpesta i diritti umani, la gestione di veri e propri campi di concentramento per gli immigrati”.
Gheddafi piazzerà la sua famosa tenda beduina nella residenza dell’ambasciatore di Tripoli sulla Cassia, una scelta più discreta di quella villa Doria Pamphili dove si era accampato un anno fa suscitando la rabbia di molti residenti della zona e un lavoro extra per i servizi di sicurezza italiani. Le polemiche, così, si sono spostate altrove.
La Lega Nord vede con sospetto la crescente partecipazione della Libia in Unicredit. E da altre parti si è puntato il dito su un presunto cointeresse tra Gheddafi e Berlusconi in Nessma Tv, l’emittente araba guidata dal finanziere franco-tunisino Tarek Ben Ammar, amico e partner d’affari del premier italiano. A spiegare e difendere la posizione di Tripoli è intervenuto l’ambasciatore Gaddur. «Abbiamo strumenti e società che investono in tutto il mondo: la Libyian Investments Authority (Lia), la Libyian Arab Foreign Investments (Lafico), la Banca centrale libica. In Italia abbiamo investimenti nella Fiat, che c’entra Berlusconi? Abbiamo investimenti nell’Eni, che c’entra Berlusconi? Anche nella Juve, una squadra anti-Berlusconi».
E ancora: «Noi vediamo l’Italia come un mercato di un paese con il quale abbiamo un buon rapporto. Perché non sfruttare le opportunità di investimento che ci sono? Noi entriamo in questo mercato rispettando le leggi italiane, non vogliamo forzarle o aggirarle».
Lunedì pomeriggio, prima della cerimonia nella caserma dei carabinieri, Gheddafi dovrebbe assistere assieme a Berlusconi a un mini-convegno sui rapporti tra i nostri due Paesi presso l’Accademia libica e alla presentazione di una mostra fotografica sulla storia della Libia da prima dell’invasione italiana fino alla firma del Trattato di Amicizia.
VIVERE NELMUNICIPIO XIII
Venerdì 27 Agosto 2010 10:27
IL TEMPO
Ogni anno ventimila nuovi residenti nelle località balneari
Nulla di meglio che vivere al mare Ostia raddoppia
Record Un milione di abitanti al Lido Da Fiumicino a Nettuno boom demografico
Vivere al mare e lavorare in città. Ai romani piace. E così negli ultimi vent'anni in migliaia hanno traslocato a Ostia, Fiumicino, Fregene, Anzio e Pomezia. Un vero e proprio boom che ha catapultato nelle località balneari della costa del Lazio soprattutto giovani coppie. Che, di conseguenza, hanno alimentato una crescita demografica senza precedenti. «Tanto che oggi 969.259 abitanti vivono lungo il litorale del Lazio», spiega l'Osservatorio regionale. La metà ha scelto il Mare di Roma. Il record è appannaggio di Ardea, che ha registrato un incremento del 134,3%. Ostia è indiscutibilmente la più amata. Centocinquantamila romani si sono trasferiti al Lido tra il 1990 e il 2010. All'inizio spinti dai bassi prezzi delle case rispetto agli altri quartieri della Capitale. E poi dalla voglia di aria, sole, libertà, verde e silenzio. Perché adesso un appartamento di cento metri quadrati non costa meno di 320mila euro. Cioè molto di più che al Quadraro, al Casilino e negli altri quartieri della periferia romana. E chi vuole la villa ultraccessoriata con piscina all'ombra della pineta, a Casal Palocco e all'Infernetto, deve rassegnarsi a spendere almeno un milione di euro. Ma le richieste, a quanto pare, fioccano. E le interminabili code di auto sulla via del Mare e la Cristoforo Colombo per i pendolari che le devono affrontare ogni mattina «valgon bene una messa», come sottolinea l'assessore alla Mobilità del XIII Municipio Amerigo Olive. «Ostia? Ci vivo dal 1970 e non la cambierei per nulla al mondo. La qualità della vita non ha paragoni rispetto agli altri quartieri di Roma. Per ridurre i disagi e rendere più scorrevole il traffico realizzeremo presto le complanari alla Cristoforo Colombo». Il potenziamento delle corse sulla linea ferroviaria Roma-Lido ha giocato, inoltre, un ruolo fondamentale per facilitare gli spostamenti: 90mila i passeggeri ogni giorno scelgono il treno. A trainare la crescita demografica c'è pure Fiumicino. Il rombo dei 1.040 aerei che ogni 24 ore atterra al Leonardo da Vinci non spaventa affatto i nuovi residenti. «La popolazione è cresciuta del 73,5% dal 1990 e tra cinque anni arriveremo a 100mila abitanti», sorride orgoglioso il capogruppo del Pdl Massiliano Graux che non lascerebbe Fregene «nemmeno a cannonate». «E pensare che nel '92, quando siamo divenuti comune autonomo da Roma eravamo appena quarantaduemila!». Avere molti residenti garantisce forza alle amministrazioni locali: più trasferimenti dallo Stato, più entrare da tasse e imposte ma anche più problemi da risolvere in materia di viabilità, scuole, servizi sociali. Nessuno, però, si tira indietro. Come giura il sindaco di Anzio Luciano Bruschini: «Stiamo lavorando per migliorare la qualità dei servizi». Sintezza così il presidente del Municipio di Ostia Giacomo Vizzani: «Roma è a un tiro di schioppo. Puoi andarci quando vuoi ma vuoi mettere vivere al mare!»
NON SI DEMOLISCE CON LE CASSE VUOTE
Giovedì 26 Agosto 2010 15:11
IL TEMPO
Non si demolisce con le casse vuote
Gli imprenditori: serve una nuova legge regionale. Ciocchetti: presto agevolazioni e premi di cubatura.
Demolire e ricostruire. Da un anno è il leit-motiv della politica urbanistica di Comune e Regione. «Giusto davvero», dicono tutti, «ma, però. Certo che le periferie, quei palazzoni in condizioni pietose. Non si può vivere». Ma soprattutto non si può ricostruire se le casse di Regione e Comune sono vuote. È di due giorni fa la proposta del sindaco Alemanno di buttar giù le torri popolari di Tor Bella Monaca. Torniamo indietro di qualche mese e sentiamo ancora rimbombare le parole del neoassessore regionale alla Casa Buontempo: Corviale va abbattuto. Poi c'è il Villaggio olimpico, un altro centro residenziale da far fuori e il terzo «ponte» del Laurentino 38. Roma (periferia in primis) si sta preparando davvero a cambiare look, o, come ha sottolineato più volte il capogruppo Pd in Campidoglio Umberto Marroni, riferendosi all'annuncio di Alemanno, si tratta solo di una boutade estiva? «Si può fare tutto - dice Batelli, presidente dell'Acer (associazioni costruttori romani), ma per demolire e ricostruire è necessaria una nuova legge regionale che porti i premi di cubatura al 50%. Gli enti locali non hanno soldi».
L'autunno scorso Comune e Regione si sono riuniti più di una volta, con i costruttori, per trovare un accordo. Niente da fare. Si parlava di demolire e ricostruire. Ora ci proveranno, insieme ai colleghi capitolini, i nuovi assessori Ciocchetti e Buontempo. Ciocchetti ieri ha annunciato che «a ottobre bisognerà sedersi intorno a una tavolo con l'imprenditoria illuminata» perché «serve un quadro economico dettagliato, le finanze pubbliche non sono sufficienti». «Solo coinvolgendo i costruttori,prospettando loro agevolazioni e lavorando su cubature esistenti» sarà possibile trasformare le periferie. Ma è Batelli a ricordare che non può esserci nessun cambiamento se prima «non si accelerano i tempi delle procedure urbanistiche e delle gare pubbliche. Il Comune sta facendo il possibile ma bisogna far ripartire i piani delle case 167, le compensazioni, gli articoli 11, le lottizzazioni convenzionate». Il Campidoglio ha però un asso nella manica: il 20 settembre potrebbero essere ufficializzati i poteri speciali per Roma Capitale, una manna, in campo urbanistico. Il Comune potrà fare a meno della Regione su alcuni passaggi burocratici fondamentali. Demolire e ricostruire. Anche questo sarà più semplice, e chissà che l'audace Piano casa da 27mila alloggi possa decollare davvero.
Anche se osteggiati dal maltempo sabato 15 si è svolto un'appuntamento consueto, la distribuzione del compost .
La soddisfazone del comitato nel veder apprezzati all'unanimità i propri sforzi per portare avanti la campagna sulla raccolta del verde "porta a porta" è tale da dimenticare le fatiche compiute.
Un doveroso ringraziamento và certamente all'AMA che nonostante molti propblemi operativi ha comunque sempre portato a termine la raccolta settimanale, presentandosi poi in questa occasione con compostiere, per chi ne facesse richiesta e fornendo spiegazioni per il loro utilizzo.
Ma il vero fulcro attorno al quale si è potuta creare questa operazione è certamente il Presidente del nostro comitato "Adriana Fornaro", che come al solito non molla mai anche di fronte all'impossibile.
E' a lei che vanno i nostri più fervidi ringraziamenti, per la sua caparbietà nel perseguire le mete prefissate, all'inseguimento di un futuro più roseo per il nostro quartiere.